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Nel punto in cui il bosco si ridesta,
il fringuello apre il petto come brace.
A volte basta un soffio di parola
per capire se voce ancora tiene;
un passo lieve, un ramo che non cede.
Il suo trillo non chiama: torce l’aria,
la piega e fa vibrare tra le fronde.
Ogni salto è un pensiero che si accende,
ogni piuma bianca un lampo di memoria
che la femmina sceglie per far casa.
Il ramo doppio allora si fa nido:
licheni, fili d’erba, cose perse
che il bosco non ricorda di tenere.
Spacca semi, apre gusci, nel yup lieve,
nel tchilk che incide, quell'astuzia antica,
che viene da lontano si rivela.
Sbagliato dir "cervello di fringuello".
Piccolo ed instancabile ritorna
al punto cieco dove nasce il canto
e tu non puoi seguirlo nella luce.